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aperiodico di approfondimento editoriale

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exfabbricadellebambole inaugura il “Premio Miciamici 2011″, in collaborazione con l’Associazione onlus MiciAmici di Mortara (PV) con l’intento che diventi un appuntamento annuo.
Il Premio apre a 3 sezioni: Fotografia-Racconti-Poesia.
Chiunque, maggiorenne, può partecipare inviando scritti e immagini sul tema del concorso.
Le giurie sono composte da poeti, scrittori, giornalisti e operatori di settore altamente qualitificati.
La consegna dei premi avverrà l’11 Gennaio 2012 da Guido Aghina già Assessore alla Cultura di Milano.
Saranno selezionate 20 fotografie che parteciperanno ad una mostra presso exfabbricadellebambole dal 13 dicembre all’11 gennaio.
La mostra proseguirà nel mese di febbraio presso altra sede.
Delle 20 foto selezionate 3 saranno premiate e pubblicate in un volume, assieme agli scritti di poesia e racconto breve, vincitori del premio per i settori racconti e poesie:
1° Premio 1000,00€ (fotografia, racconti, poesia)
2° Premio un bonus di un prestigiosissimo Centro Benessere (fotografia, racconti, poesia)
3° Premio prodotti per felini (fotografia, racconti, poesia).
Si prega di far pervenire le iscrizioni e gli elaborati entro e non oltre il 15 novembre per permettere alle giurie di operare nel modo migliore e per non congestionare la posta elettronica con invii dell’ultimo minuto.
Costo iscrizione 40 euro per ogni elaborato e settore.
Chi interessato ci contatti per ricevere il bando del Concorso e modalità d’iscrizione: exfabbricadellebambole@gmail.com

Premio MiciAmici 2011
“Un gatto non dormirebbe mai su un libro mediocre”. (Harold Weiss)
iscrizioni fino al 15 novembre 2011
mail:
ALL’OMBRA DELLA TOUR EIFFEL Ciclo di conferenze
Palazzo Massari
Corso Porta Mare 9
Orario:
17.30
Ingresso: gratuito
13 ottobre
Informazioni
Tel. 0532 244949
Gli anni folli. La parigi di Picasso, Modigliani e Ddalì relatrice M.L. Pacelli
cod. 03
I COLLOQUI DELLO IUSS Colloqui sul tema della sostenbilità
IUSS
Via Scienze 41/b
Orario:
17.00
Ingresso: libero
13 ottobre
Informazioni
Tel. 0532 455290
Sostenibilità e prospettive socio-economiche incontro con M. Mazzanti
cod. 03
DAVANTI ALLO SPECCHIO Primo ciclo di seminari copernicani
Palazzo di Renata di Francia – Aula Magna
Via Savonarola 9
Orario:
17.00
Ingresso:previa iscrizione
13 ottobre
Informazioni
Ti guardo e imparo il ruolo dell’empatia nell’apprendimento e nella civiltà artistica
cod. 03
STORIA DELLA SCUOLA Ciclo di conferenze
Archivio Storico Comunale
Via Giuoco del Pallone 8
Orario:
16.00
Ingresso: libero
13 ottobre
Informazioni
Tel. 0532 418243
Le scuole serali di Ferrara e provincia all’indomani del’Unità d’Italia relatrice C. Mazzetti
cod. 03
AI CONFINI DELLA LEGALITA’: DAI RIFIUTI ALLA TAVOLA Quando la criminalità organizzata mette le mani sui mercati alimnetari
Orario:
21.00
Ingresso: gratuito
14 ottobre
Informazioni
Incontro con Peppe Ruggero. Presentazione del libro L’ultima cena. A tavola con i boss e proiezioni.
cod. 04
CODICE APERTO
MelBooksStore – Sala Oratorio S. Crispino
Piazza Trento Trieste
Orario:
18.00
Ingresso: libero
15 ottobre
Informazioni
Tel. 0532-241604
Fabio De Luigi presenta il suo romanzo d’esordio
http://www.melbookstore.it/
cod. 05
FERRARA TANGO FESTIVAL
Castello Estense
Orario:
18.00
Ingresso: libero
16 ottobre
Informazioni
Tel. 347 0455351 / 327 1808014
Tango. Arte y misterio de un baile presentazione del libro di L. Ferrari
cod. 06

È online la nuova versione con tante novità a partire dal nome, che diventa Catalogo Vegetti. Ora è possibile partecipare e utilizzarlo per gestire le proprie collezioni.

Da un paio di giorni è online, al consueto indirizzo www.fantascienza.com/catalogo, la nuova versione del Catalogo della Letteratura Fantastica, con importanti novità. La prima, innanzitutto: il nome, che cambia in Catalogo Vegetti della Letteratura Fantastica dopo gli accordi con gli eredi di Ernesto Vegetti, della cui opera il Catalogo è la continuazione. Un altro importante risultato dei raggiunti accordi è che sono state inseriti nel catalogo tutti i contenuti che erano stati fermati in quanto soggetti a copyright, come le oltre 12.000 trame, le classificazioni per generi e altro. Inoltre nelle schede dei volumi ora sono indicati i “credits” del compilatore della scheda.

Ricerca più sofisticata

È stata potenziata la funzione di ricerca, che ora può essere eseguita su porzioni del database — per esempio solo autori, o solo narrativa — ma che permette anche di cercare numeri ISBN o numeri di una collana: per esempio, se si vuole sapere cosa conteneva il numero 745 di Urania, basta scrivere “Urania 745″.

È disponibile anche il plug-in di ricerca per Firefox e altri browser compatibili, che permette di fare le ricerche direttamente dal box sulla destra del browser senza aver aperto il sito in precedenza.

Per i collezionisti

La novità più importante dal punto di vista software sono gli strumenti per gli utenti, che permettono di inserire trame, recensioni, dare voti e tenere traccia delle proprie collezioni e letture. Per ogni opera o per ogni volume l’utente (dopo aver fatto login) con un semplice click può indicare se ha letto il libro, se lo possiede nella sua biblioteca o se lo vuole inserire nella sua mancolista. Per chi ha grosse collezioni c’è anche una scorciatoia: andando sulla pagina di una collana (per esempio Urania) è possibile incollare l’elenco dei numeri che si possiedono in un campo di testo, divisi da virgole o a capi, per smarcarli tutti con un colpo solo.

Nuovi generi: c’è bisogno di voi

Un’altra cosa che può fare qualunque utente registrato è indicare il genere delle opere nel catalogo. Il vecchio catalogo aveva un’indicazione generica che divideva tra fantascienza, fantasy e horror; ora viene introdotto un sistema con generi principali e sottogeneri (da paranatural romance a steampunk), e in più indicazioni accessorie, come “per ragazzi” o “basato su serie tv”. E poiché, ovviamente, i generi sono anche in parte una questione opinabili, in presenza di più indicazioni il sistema cercherà di indicare tutte le scelte o almeno quelle più numerose.

Naturalmente tutto questo è nuovo: quindi le opere sono tutte da catalogare. Contiamo sul vostro aiuto!

Molto lavoro da fare

Naturalmente il grosso problema ora è il fatto che il Catalogo è aggiornato fino a fine 2009. C’è molto da fare per recuperare il tempo perduto: a breve verrà messo online anche il sistema per l’inserimento delle schede, in modo da mettere in grado di farlo chi vuol partecipare a questa grande opera.
» Catalogo Vegetti della Letteratura Fantastica www.fantascienza.com/catalogo

CALICANTO” DI MARIA PIA BALBONI A SAN FELICE
La Biblioteca di San felice s/P ospita la presentazione di
Calicanto. Il mio libro di mia madre, opera di Maria Pia Balboni Venerdì 7 Ottobre alle ore 21.00 nell’Auditorium di Viale Campi 41/b.
Maria Pia Balboni è studiosa di storia locale, in particolare di quella riguardante la piccola comunità ebraica che ha soggiornato nella sua città Finale Emilia. Ha pubblicato diversi saggi: Ventura. Dal ghetto del Finale alla corte di Lahore (1993), L ‘antico cimitero ebraico di Finale Emilia (1996), Gli ebrei finalesi vittime delle leggi razziali e della Shoah (2004), Gli ebrei del Finale nel Cinquecento e nel Seicento (2005), Sigilli di eternità. Il cimitero ebraico di Finale Emilia (2011). Calicanto. Il mio libro di mia madre è un racconto-diario con cui esordisce nella narrativa.
“Questo è, di diritto, anche se l’autrice non ne era cosciente nel momento in cui l’ha scritto, un romanzo breve ma affascinante, che coinvolge il lettore per una narrazione nitida che alterna, in modo spontaneo ma con molta sapienza, la narrazione degli eventi come si svolsero alla riflessione sul suo significato a distanza di tempo…Ma sopratutto, questo è un indimenticabile ritratto di una donna che è più forte di ogni difficoltà materiale.”
Dalla prefazione di Arrigo Levi

Queste annotazioni nascono da un episodio specifico: la visita alla Fiera del libro (per ragazzi e del libro scolastico) di Bologna, ma sono lo specchio di una situazione generale del “sistema Italia” alla vigilia dell’integrazione europea.

Per la cronaca, il mio scopo era presentare un “giocolibro”

didattico a supporto dello studia della storia, e ho iniziato la

mia visita dai padiglioni stranieri.

Qui l’atmosfera era tranquilla e rilassante, gli addetti agli

stand erano presenti e si sono dimostrati disponibili a vagliare

il materiale proposto; anche quelli non interessati hanno avuto un

atteggiamento di cortese incoraggiamento nei confronti del

progetto proposto.

Appena entrato nell’area italiana, tenuta giustamente distinta,

sono stato accolto da livelli di rumore ben più elevati, eppure

non c’era molta gente, avendo io scelto l’ora meno affollata: le

13.

Non si deve immaginare però che tale confusione fosse dovuta al

fervore delle attività, anzi: chi era rimasto agli stand faceva

crocchio, parlando a voce alta dei propri fatti quotidiani senza

degnare di uno sguardo chi era in evidente attesa di colloquio; se

però li si interpellava, si scopriva che:

a) il responsabile era a pranzo e
a.l) sarebbe tornato versa le l6
a.2) sarebbe tornato l’indomani;

b) il responsabile non era venuto in fiera
c) nessuno sapeva chi fosse il responsabile.

In un altro caso era presente il funzionario che si occupava delle materie umanistiche, ma interpellato, dichiarava che il suo settore non comprendeva la storia <!>, fortunatamente il responsabile per la storia sarebbe arrivato l’indomani.

In altri casi mi veniva consigliato di inviare il materiale direttamente alla casa editrice, ma in ogni caso i tempi di risposta sarebbero stati lunghi, perché bisognava fare i conti con le festività pasquali, quelle del 25 aprile e quelle del ÌA maggio, poi ci sarebbe stato giusto circa un mese di tempo prima delle ferie.

In un altro stand l’”alto funzionario” era casualmente presente perché invitato ad una tavola rotonda, ma era impegnato a spiegare al direttore (o meglio alla segretaria del direttore) di una rivista le caratteristiche della nuova produzione editoriale.

Messomi in paziente attesa, ho scoperto che il metodo(funzionante nei padiglioni stranieri) qui non sortiva alcun effetto: l’unico modo di attirare la sua attenzione era quello praticato da altri che, nel frattempo, mi scavalcavano chiamandolo “carissimo” e dandogli poderose manate sulle spalle.

Potendo poi anche cogliere frammenti di conversazione, avevo modo di verificare che il rispettabile interlocutore stava facendo sfoggio della sua erudizione, attribuendo “L’ Orlando innamorato” a Luigi Pulci, errore del resto perfettamente scusabile per un direttore di rivista letteraria.

Per carità di patria . taccio poi dei commenti degli insegnanti, che nel frattempo tornavano a popolare gli stand, esaurite le grandi manovre del pranzo, vantando le meraviglie del “loro” libro di testo preferito.

CONCLUSIONI

Vorrei sottolineare prima di tutto che i fatti sopra riferiti sono

realmente accaduti, (lo può testimoniare la persona che era con me

a farmi da interprete) e che il quadro descritto dà alcune idee su

cosa non funziona in Italia.

Ad esempio, un po’ come nel Messico delle barzellette, la parola più usata è domani (ma nel senso di maňana, un domani che può anche non venire mai); poi una parcellizzazione del lavoro che ignora le conoscenze e frammenta le competenze (eredità evidente del modello politico).

Ma non voglio addentrarmi qui in complicate analisi, visto l’intento puramente descrittivo di queste mie note; so però di avere lasciato aperto un interrogativo: è venuto il giorno dopo il responsabile per la Storia della nota casa editrice torinese? Ebbene si’” ma non poteva dirmi niente, perché la cosa era di competenza del funzionario addetto ai Supporti Didattici (purché non informatici, però).

Bologna (Italia), aprile 1992

___________________________________________

Direi che questa nota spiega perfettamente il perché l’Italia è finita nel girone dei PIGS

Bianco su nero e altre storie

Autore: Vittorio Curtoni

Collana: Odissea Fantascienza n. 49
Delos Books – ISBN: 9788865301654

Genere: Fantascienza

Nove viaggi nell’ignoto dello spazio interno dal grande maestro della fantascienza italiana. Introduzione di Valerio Evangelisti

Cosa vuole l’ombrello parlante che convince Enrico ad acquistarlo, e piano piano comincia a manipolare la sua vita? Come mai a scuola alcuni bambini hanno cominciato a fare discorsi strani, descrivendo nei dettagli luoghi e persone che non esistono? Cosa rimane dei delinquenti sottoposti alla procedura empatica, con la quale un’altra persona entra nel loro stesso cervello per ripulirlo? Vale la pena morire in un’esplosione, se l’esplosione è eterna?
E quel misterioso Shekhinah che ti sembra di conoscere da tutta la vita riuscirà davvero a cambiare l’universo?
Sono solo alcune delle domande alle quali si può dare risposta leggendo questo libro.
E non è detto che basti.
Nove racconti, nove sguardi nel rutilante spazio interno di uno dei più grandi scrittori italiani di science fiction, Vittorio Curtoni, capace come pochi altri di dimostrare che spesso questo genere può dare il meglio di sé proprio nelle storie brevi.

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Formato 12 cm x 20 cm (24°)
Pagine 216
Prezzo € 12,00
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Presentazione

Un’altra poesia che caratterizza il Romanticismo italiano, strettamente legato all’età risorgimentale, è Il giuramento di Pontida di Giovanni Berchet. Un’altra celebre lirica, tornata negli ultimi decenni alla ribalta, suo malgrado, come inno della Lega Nord. (per leggere i commenti alle altre poesie del Risorgimento CLICCA QUI)


Giovanni Berchet (Milano 1783 – Torino 1851) fu poeta, critico e traduttore. Nella Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo, pubblicata nel 1816, avviò, assieme a Borsieri e Di Breme, la battaglia romantica, proseguita sul Il Conciliatore, a favore di una poesia accessibile a un pubblico ampio, identificato nella borghesia considerata la classe sociale dotata della cultura sufficiente per apprezzare gli scritti del tempo.
Partecipò attivamente al Risorgimento italiano, aderendo alla Carboneria ma nel 1821, per evitare l’arresto, fu costretto a fuggire, visitando parecchi paesi europei. Ritornò in patria nel 1845 e a Milano nel 1848 fu membro del Governo provvisorio, in seguito all’insurrezione popolare delle 5 giornate. Si stabilì, quindi, a Torino dove morì.

Il giuramento di Pontida fa parte delle Fantasie, una lunga romanza, divisa in cinque parti, di argomento storico-patriottico. L’opera di Berchet rompe con la tradizione creando un modello epico-lirico, dal ritmo concitato e popolare, assai imitato dai poeti civili del Risorgimento. Lo stile mescola il decoro classicistico con modi e lessico attinti dal linguaggio popolare, presentando un ritmo acceso che ben si concilia con il vigoroso entusiasmo civile che caratterizza i versi.

La pagina di storia che Berchet recupera, al fine di proporne l’esemplarità, è medievale: siamo nel XII secolo, all’epoca di Federico Barbarossa. Il giuramento di Pontida rievoca l’alleanza stretta tra i Comuni lombardi contro il Sacro Romano Impero di Federico, sancita il 7 aprile 1167 presso l’abbazia di Pontida, e formata da Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma. Il 1 dicembre 1167 venne allargata tramite l’alleanza con la Lega Veronese ed altri Comuni, che portò nella Lega ben 26 (in seguito 30) città dell’Italia settentrionale, tra cui Crema, Cremona, Mantova, Piacenza, Bergamo, Brescia, Milano, Bologna, Padova, Reggio nell’Emilia, Treviso, Venezia, Vicenza, Verona, Lodi, e Parma e che venne detta Concordia.
La Lega godeva del supporto di Papa Alessandro III, anch’egli desideroso di veder declinare il potere imperiale in Italia. Il papa, infatti, aveva tutte le ragioni di temere Federico in quanto la spedizione che l’imperatore stava preparando era in parte rivolta contro di lui e Alessandro III si aspettava di vedere ben presto l’esercito imperiale comparire sotto le mura di Roma. Era necessario, dunque, fermare l’avanzata germanica. La città di Alessandria, fondata in Piemonte dalla Lega Lombarda, prese il suo nome proprio dal Pontefice e nacque come fortezza antimperiale ai confini del marchesato del Monferrato, alleato del Barbarossa.

Ma perché mai Berchet si sofferma proprio su questo episodio della storia medievale per spronare i suoi contemporanei alla ribellione contro l’oppressione austriaca? Non dobbiamo dimenticare che il Romanticismo aveva recuperato il Medioevo come età storica esemplare. Consideriamo che si era inaugurato il filone storico con il romanzo di Walter Scott Ivanhoe ambientato in Inghilterra intorno al 1194. A favorire la diffusione del romanzo di carattere storico in Italia fu indubbiamente il grande valore dei Promessi sposi, ma soprattutto le caratteristiche della situazione politica italiana che spronava i romanzieri a farsi portavoce delle vicende storiche dell’Italia che si erano susseguite dal Medioevo al Risorgimento, riportando esempi eroici di libertà e di resistenza all’oppressione dello straniero. Se Manzoni scelse per il suo capolavoro un’ambientazione risalente al XVII secolo, per le tragedie preferì, invece, attenersi al modello di Scott: nacquero, così, Il conte di Carmagnola e l’Adelchi, entrambe di ambientazione medievale. Stesse scelte operarono altri scrittori: tra i romanzi storici successivi ebbe, ad esempio, un particolare successo il Marco Visconti (1834) che Tommaso Grossi scrisse sull’esempio manzoniano ma svolgendo ampiamente temi cavallereschi e pittoreschi legati al Medioevo di maniera.

Dal punto di vista metrico, Il giuramento di Pontida è scritto in settenari ed endecasillabi.

L’han giurato gli ho visti in Pontida
convenuti dal monte e dal piano.
L’han giurato e si strinser la mano
cittadini di venti città
Oh spettacol di gioia! I Lombardi
son concordi, serrati a una Lega.
Lo straniero al pennon ch’ella spiega
col suo sangue la tinta darà
.

Fin dall’inizio colpisce la reiterazione di quel L’han giurato che scandisce con forza elementare il racconto epico. La Lega che unisce venti città suscita un’enfasi di giubilo da parte del poeta che vuole trascinare il lettore verso l’epilogo sperato: il pennone, lo stendardo della Lega, presto sarà tinto di rosso con il sangue dello straniero.

Più sul cener dell’arso abituro
la lombarda scorata non siede.
Ella è sorta. Una patria ella chiede
ai fratelli, al marito guerrier.
L’han giurato. Voi donne frugali,
rispettate, contente agli sposi,
voi che i figli non guardan dubbiosi,
voi ne’ forti spiraste il voler
.

Nei primi due versi c’è il palese riferimento alle punizioni che Barbarossa infliggeva ai Comuni ribelli: Milano, ad esempio, fu bruciata nel 1162. Ma ormai la popolazione è insorta e, attraverso l’unione, rivendica il diritto ad una Patria. E questa risolutezza deriva ai mariti e ai fratelli guerrieri dalle donne: modeste, onorate, fedeli agli sposi, guida sicura per i figli fiduciosi e ispiratrici dell’amor patrio agli uomini forti, pronti a combattere per la libertà dal giogo straniero. In questi versi prende forma il modello ideale della donna ottocentesca: sorella, sposa, madre di eroi, ispiratrice dei grandi ideali di Dio, Patria e famiglia.

Perché ignoti che qui non han padri
qui staran come in proprio retaggio?
Una terra, un costume, un linguaggio
Dio lor anco non diede a fruir?
La sua patria a ciascun fu divisa.
È tal dono che basta per lui.
Maledetto chi usurpa l’altrui,
chi il suo dono si lascia rapir
!

Il poeta si chiede perché degli uomini ignoti, stranieri, che non possono vantare né discendenza né eredità, debbano appropriarsi di una terra non loro. Secondo il dottrinarismo liberale ottocentesco, la Nazione si distingue per aver avuto in dono, direttamente per volontà divina, la terra, i costumi e la lingua. Chi usurpa ciò che non gli appartiene non ha, tuttavia, meno colpe di chi permette che altri si approprino del dono che hanno ricevuto. Questa “maledizione” ha lo scopo di smuovere le coscienze e far sì che gli Italiani possano combattere uniti contro lo straniero per recuperare ciò che in modo illegittimo gli è stato sottratto.

Su, Lombardi! Ogni vostro Comune
ha una torre, ogni torre una squilla:
suoni a stormo. Chi ha un feudo una villa
co’ suoi venga al Comun ch’ei giurò
Ora il dado è gettato. Se alcuno
di dubbiezze ancora parla prudente,
se in suo cor la vittoria non sente,
in suo cuore a tradirvi pensò
.

Ecco che il richiamo si fa esplicito: Su, Lombardi è giunto il momento di reagire. In ogni Comune la campana faccia sentire i suoi rintocchi e tutti gli abitanti dei feudi si rechino nel Comune cui hanno giurato fedeltà. Ora il dado è gettato, chiara eco di quel Alea iacta est di cesariana memoria; non si può tornare indietro né si possono nutrire dubbi. L’accenno a qualche possibile ripensamento esprime efficacemente il clima di sospetto e di timore che caratterizzava gli ambienti del patriottismo clandestino dell’epoca. Il tradimento era sempre possibile ma era nello stesso tempo un rischio che bisognava correre.

Federigo? Egli è un uom come voi.
Come il vostro è di ferro il suo brando.
Questi scesi con esso predando,
come voi veston carne mortal.
- Ma son mille più mila – Che monta?
Forse madri qui tante non sono?
Forse il braccio onde ai figli fer dono,
quanto il braccio di questi non val
?

L’imperatore, nominato in questo passo per la prima volta, è un uomo come tanti altri, nel pugno stringe una spada di ferro esattamente come i Lombardi pronti a fronteggiarlo e i suoi soldati sono fatti di carne ed ossa proprio come qualsiasi mortale. Il numero dei nemici non deve spaventare perché anche le madri lombarde hanno tanti figli e hanno trasmesso, nel partorirli, la forza di cui sono dotate al pari delle madri tedesche. In questo passo è evidente che Berchet usi argomenti incoraggianti per spronare un popolo indebolito dalla servitù e dalla scarsa fiducia in se stesso.

Su! Nell’irto increscioso Alemanno,
su, lombardi, puntate la spada:
fare vostra la vostra contrada
questa bella che il ciel vi sortì.
Vaghe figlie del fervido amore,
chi nell’ora dei rischi è codardo,
più da voi non isperi uno sguardo,
senza nozze consumi i suoi dì
.

Anche in quest’altra ottava il poeta cerca di infondere coraggio negli uomini affinché essi, puntando la spada nell’ispido e selvaggio (aggettivi che denotano perlopiù il carattere morale del popolo tedesco, aspro e ostile) petto dei tedeschi, si riprendano quella terra che Dio ha concesso loro, altrimenti non sperino nemmeno di poter conquistare il cuore delle donne. Esse, infatti, devono premiare la virtù e castigare la viltà dei loro uomini.

Presto, all’armi! Chi ha un ferro l’affili;
chi un sopruso patì sel ricordi.
Via da noi questo branco d’ingordi!
Giù l’orgoglio del fulvo lor sir
Libertà non fallisce ai volenti,
ma il sentier de’ perigli ell’addita;
ma promessa a chi ponvi la vita
non è premio d’inerte desir
.

In quest’altra strofa si ribadisce lo stesso concetto: le armi devono essere affilate, pronte a fronteggiare l’invasore che, senza freno, ha tolto al popolo ciò che era loro. Per incitare con più forza i suoi concittadini, Berchet, attraverso l’esempio del Lombardi alleati, li invita a ricordare dei soprusi subiti. La libertà non viene meno a chi la desidera; tuttavia essa addita un percorso pieno di pericoli, concedendosi solo a chi è disposto a morire per lei perché non può essere offerta in premio per gli ignavi e i velleitari.

Gusti anch’ei la sventura, e sospiri
l’Alemanno i paterni suoi fochi;
ma sia invan che il ritorno egli invochi,
ma qui sconti dolor per dolor.
Questa terra ch’ei calca insolente,
questa terra ei morda caduto;
a lei volga l’estremo saluto,
e sia il lagno dell’uomo che muor
.

Nell’epilogo della poesia, l’autore trascina il lettore nell’immaginazione della vittoria sullo straniero: il tedesco sofferente sospiri pensando al suo focolare domestico ma invochi il ritorno invano perché deve provare lo stesso dolore che ha cagionato alle popolazioni sottomesse. L’insolenza con cui ha calpestato un suolo non suo possa farlo cadere definitivamente e, morente, rivolga l’ultimo saluto e l’estremo sospiro alla Patria perduta.
In questi ultimi versi Berchet sfiora, nell’incitazione alla lotta, un inconscio sentimento di crudeltà che si discosta dalla visione tipicamente romantica rivolta al culto della Fede. Non c’è, come in Manzoni, quel provvidenzialismo che, attraverso la sofferenza, porta alla soddisfazione finale del desiderio. Il nemico, prima visto in tutta la sua umanità (vedi seconda strofa), qui assume quasi la connotazione della vittima, ma egli è soprattutto vittima di quella violenza che lui stesso ha generato.

Riproduzione autorizzata da Marisa Moles

http://marisamoles.wordpress.com/2011/04/10/le-poesie-del-risorgimento-il-giuramento-di-pontida-di-giovanni-berchet/

PREMIO ARTE LAGUNA

premio internazionale arte laguna | chiusura iscrizioni 11 novembre 2011 | venezia

Dotazione complessiva: 170.000 euro
Sezioni: pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance, virtual art
Chiusura iscrizioni: 11 Novembre 2011
Partecipazione: il concorso è aperto a tutti senza limiti di età e il tema è libero
Curatore: Igor Zanti – critico d’arte
Giuria:
Alessio Antoniolli – Direttore Gasworks di Londra; Chiara Barbieri – Direttore pubblicazioni Collezione Peggy Guggenheim; Gabriella Belli – Direttrice MART di Trento e Rovereto; Ilaria Bonacossa – Curatrice Indipendente; Soledad Gutierrez – Curatrice MACBA Barcellona; Kanchi Metha – Curatrice Padiglione Indiano Biennale di Praga; Ludovico Pratesi – Direttore Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro; Maria Savarese – Curatrice Indipendente; Ralf Schmitt – Direttore Preview Berlin; Alma Zevi – Critico d’Arte
Mostre Collettive: la giuria selezionerà 110 artisti finalisti che esporranno all’Arsenale di Venezia a marzo 2012, inoltre un’ulteriore collettiva presso l’Istituto Romeno di Venezia darà spazio ad altri lavori degli artisti Under25.
Le opere finaliste rimarranno di proprietà degli artisti e verranno raccolte in una pubblicazione bilingue.

Un network di opportunità per gli artisti:

- 5 premi in denaro da 7.000 euro per ogni artista vincitore, uno per ogni sezione
- 5 Residenze d’Artista: Loft Miramarmi – Vicenza, Museo Carlo Zauli – Faenza, Scuola del Vetro Abate Zanetti – Venezia, Art Stays – Slovenia, iaab – Basilea
- 2 Business for Art: STILE Original Design offre un premio in denaro di 8.000 euro e svilupperà un progetto artistico con l’artista selezionato; un altro progetto sarà invece creato con l’azienda FOPE gioielli di Vicenza
- 2 Festival Internazionali: partecipazione a Open di Venezia e Tina B a Praga
- 26 Mostre Personali in Gallerie d’arte internazionali
Il Premio Arte Laguna ha creato un circuito di gallerie internazionali al fine di connettere gli artisti direttamente al mercato dell’arte. Ciascuna galleria selezionerà un artista per la realizzazione di una mostra personale nei propri spazi.

Bando di concorso >>>

Iscrizione direttamente on-line >>>

Venerdì 30 settembre alle ore 19 lo studio Edéos di Bologna (via Zaccherini Alvisi 14) inaugura La paura ha un sorriso smagliante, la mostra che raccoglie le illustrazioni inedite di Caterina Baldi. L’esposizione (in mostra fino al 21 novembre, visitabile dal lunedì al giovedì dalle 09 alle 19, il venerdì fino alle 17 e il sabato fino alle 15) raccoglie due serie, qui presentate al pubblico per la prima volta: la prima, dal titolo Hello, I’m Johnny Cash, fa parte di un progetto che vede protagonista il cantautore statunitense Johnny Cash

Hello, I'm Johnny Cash_low

mentre la seconda serie fa parte di Finché morte non li separi, libro di self promotion inedito. Entrambe i volumi, non ancora pubblicati, sono disponibili sotto forma di racconto all’interno del blog dell’artista: caterinabaldi.blogspot.com/.
Bracelli_Finché morte non li separi_low

E fin qui, niente di strano. Se non fosse che lo studio in questione non è una galleria di arte contemporanea, bensì un ambito medico dove si restituisce il sorriso alle persone. Ma prima che ciò avvenga, è opinione diffusa che ci sia da soffrire e così la sala d’aspetto del dentista viene percepita il più delle volte come un luogo sospeso, che anticipa e alimenta nella mente dei pazienti immagini che si ripercuotono sull’imminente incontro con il medico.

E’ così che da Edéos Centro Odontoiatrico prende forma il progetto Edéos Cultura ideato per promuovendo l’arte contemporanea e valorizzando talenti attraverso uno spazio anomalo: la sala d’aspetto. Gli artisti e le opere selezionate vengono qui esposte nell’ottica di raccontare delle storie, come accade nello specifico con le illustrazioni di Caterina Baldi, ma anche di rilassare il paziente (effetto prodotto dalle opere dell’architetto Manuela Caldi, in mostra a novembre), distenderne i pensieri (vedi le illustrazioni di Agnese Baruzzi in mostra a marzo) o interagire direttamente con loro (come succede con le opere grafiche di Lorenzo Ghelardini in mostra a gennaio). Il Dott. Fabrizio Pedretti, titolare dello studio Edéos e ideatore di questo progetto innovativo, ritiene che la sala d’aspetto sia un luogo con grandi potenzialità e sa che il risultato sarà tangibile in occasione dei vérnissage ma anche e soprattutto durante gli incontri con i pazienti.

Edéos è conosciuto fra i suoi pazienti anche per altri servizi innovativi e non a pagamento, come quello – molto apprezzato dalle mamme e dai papà – di baby-sitting. Su prenotazione, i bambini dei pazienti sono affidati a baby sitter specializzate che giocano e stimolano la loro creatività in una stanza appositamente attrezzata per loro mentre il genitore è impegnato nelle cure. Edéos dispone inoltre del servizio di accompagnamento gratuito: dopo le sedute più impegnative, lo staff si occupa di riaccompagnare a casa i pazienti (per ora il servizio è disponibile su Bologna e zone limitrofe).

Sono ancora in corso le selezioni per le opere in mostra nel 2012.