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aperiodico di approfondimento editoriale

Luigi Busi. L’eleganza del vero 1837-1884

a cura di Stella Ingino

promossa dall’Associazione Bologna per le Arti

Palazzo d’Accursio, Bologna

28 gennaio18 marzo 2018

inaugurazione: 27 gennaio, ore 17.30

 

 

L’artista Luigi Busi è il protagonista della quattordicesima mostra retrospettiva promossa da Bologna per le Arti, associazione culturale da anni impegnata nel percorso di riscoperta e valorizzazione della pittura bolognese tra Ottocento e Novecento.

 

Si tratta della prima grande esposizione monografica dedicata al pittore nella sua città natale, che accoglierà circa quaranta opere di provenienza sia pubblica che privata affiancate dai dipinti dei maestri che hanno segnato la sua formazione e degli artisti contemporanei che ne hanno influenzato l’iter creativo.

 

La mostra è curata da Stella Ingino e inaugurerà sabato 27 gennaio 2018 alle ore 17.30 presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna. Per l’occasione sarà pubblicato anche un ampio catalogo dedicato alla variegata produzione dell’artista, corredato da testi critici di Stella Ingino, Ornella Chillè, Alessio Costarelli e Ilaria Chia.

 

L’arte di Luigi Busi trova la sua dimensione nel realismo ottocentesco, spaziando dalle opere di carattere storico a scene di vita borghese, con una predilezione verso temi familiari resi con vibrante sensibilità che gli garantirono ben presto l’ammirazione del pubblico. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò una brillante carriera caratterizzata da un grande successo che gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali come la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

 

Luigi Busi si forma al Collegio Artistico Venturoli a Bologna, ottenendo fin dai primi anni di studio premi e menzioni. Nel 1858, dopo aver vinto il Pensionato Angiolini, si trasferisce a Roma dove entra in contatto con le novità della pittura storica in direzione realista portate avanti da Altamura, Morelli e Ussi.

Negli anni Sessanta ottiene importanti commissioni pubbliche a Bologna occupandosi, in collaborazione con Luigi Samoggia, della decorazione del Teatro Comunale e della Sala Rossa in Palazzo d’Accursio. Nel 1867 è selezionato per l’Esposizione Universale di Parigi e raggiunge l’apice della fama con la premiazione all’Esposizione Nazionale tenuta a Parma nel 1870 e con l’Esposizione Universale di Vienna nel 1873.

Nel 1871 dipinge tre grandi tele per il «Salone del Risorgimento» del marchese Pizzardi e nel 1873 la pala Il martirio dei Santi Vitale e Agricola per l’altare maggiore dell’omonima chiesa bolognese. Altre opere di soggetto religioso sono nella cappella di Villa Hercolani Belpoggio a Bologna e nel Santuario della Madonna del Piratello, nei pressi di Imola.

Tra le decorazioni parietali si annoverano inoltre i suoi interventi nel Palazzo della Banca d’Italia a Firenze, in due palazzi privati a Imola e nella Sala degli Etruschi nel Museo Civico Archeologico di Bologna.

 

Tra le opere esposte in mostra si potranno ammirare: Cristoforo Colombo della Regione Emilia Romagna; Ritratto di Cavour e Minghetti e il dipinto del pittore Antonio Puccinelli, Carlo Alberto a Oporto del Museo del Risorgimento; Luigi Nicolò de’ Lapi prima del supplizio delle Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna; Via degli Orefici della Collezione BNL Gruppo BNP Paribas di Roma; Giuseppe Busi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna e numerose opere, tra dipinti e disegni, provenienti dalla Fondazione Collegio Artistico Venturoli (Le ultime ore del Doge Foscari; Autoritratto; San Sebastiano; Monaco; Studio di paesaggio; Veduta di chiostro; Scena biblica; Ritratto di Clemente IX; Ritratto amministratore conte Agostino Salina; Figura femminile con tamburello; Testa di uomo) oltre alle opere di collezione privata come l’inedito Ritratto della famiglia Hercolani o i celeberrimi Gioie materne e Conseguenze di un matrimonio celebrato col solo rito religioso.

 

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

Nel corso dell’esposizione, e precisamente tra febbraio e marzo 2018, si terrà l’ottava edizione dei “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio.

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 gennaio al 18 marzo 2018 e si potrà visitare gratuitamente martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30 e venerdì dalle 15 alle 18.30 (lunedì chiuso).

 

Immagine di apertura:
Luigi Busi, Conseguenze di un matrimonio celebrato col solo rito religioso, collezione privata

 

Bologna per le Arti è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1999 per fornire un servizio diretto alla conoscenza e alla divulgazione delle arti figurative con specifico riferimento ai periodi dell’Ottocento e del Novecento. A tal fine, l’associazione si propone di organizzare mostre, conferenze e pubblicazioni finalizzate alla valorizzazione della tradizione artistico-culturale del territorio bolognese. Bologna per le Arti realizza i propri progetti collaborando con enti, associazioni e istituzioni di natura pubblica e privata. Dal 2010 realizza le proprie mostre annuali (circa 250mila visitatori) presso Palazzo d’Accursio in collaborazione con il Comune di Bologna, sempre corredate dal ciclo di incontri «Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio» grazie alla partecipazione dei maggiori professionisti della cultura in città e nel Paese. Dopo l’incredibile successo di pubblico delle mostre su Alfredo Protti, Flavio Bertelli e Carlo Corsi, e dopo esser stata onorata della Medaglia dal Presidente della Repubblica per le mostre “Mario di Maria (Marius Pictor). Il pittore delle lune” e “Giovanni Romagnoli. L’eterna giovinezza del colore” l’Associazione prosegue la sua attività promuovendo la quattordicesima retrospettiva che quest’anno sarà dedicata al pittore Luigi Busi (Bologna, 1837-1884).

 

Per info:

www.bolognaperlearti.it

info@bolognaperlearti.it

 

I Balcani

Commenti disattivati
Conferenze e Convegni lunedì 27 novembre 2017 ore 16,30

Noi non lo sapevamo: di là dall’Adriatico, i Balcani

«L’Europa muore o rinasce a Sarajevo», Alexander Langer

Ma l’Europa dei primi anni Novanta, quella alla quale allude Langer, era distratta, confusa, imbalsamata in certezze che credeva fossero di tutti. Un po’ come questa strana Unione Europea che vediamo oggi inciampare ancora sulle proprie contraddizioni e piegarsi in ragionamenti contorti per eludere i diritti di tanti. La realtà dei Balcani, che tanto peso ha avuto nella storia del XX secolo, è stata ignorata nel passato e ancora oggi ci sfuggono le dinamiche pericolose di una pace imposta e subita. L’incontro sarà occasione di ascoltare, per cercare di capire cosa sta succedendo, chi non si lascia abbattere e crede che solo con la conoscenza, l’impegno e la memoria si possa procedere in una direzione giusta.
Saranno presenti:
- Attivisti dell’associazione “Tenda per la pace e i diritti” di Gorizia, per raccontare delle attività che svolgono a tutela dei diritti in rete con altre realtà e dell’importanza del lavoro sulla memoria attiva.
- Gli studenti di alcune scuole superiori di Ferrara e provincia che con l’associazione hanno partecipato al viaggio in Bosnia Erzegovina tra Memoria ed Impegno.
- Eugenio Berra, esperto dei Balcani, dove ha vissuto e operato, e che in questa terra propone viaggi di conoscenza.
- Matteo Pioppi e Mariagrazia Salvador, curatori del libro “Sopravvivere a Sarajevo”, edito nel 2017 dalla casa editrice Bébert di Bologna, che verrà presentato in questa occasione.
- Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, che ha promosso negli anni scorsi viaggi di conoscenza nei Balcani.
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

 

Conferenze e Convegni martedì 28 novembre 2017 ore 16

Omaggio a Nereo Alfieri

Conferenza dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Nella ricorrenza del XX anniversario della scomparsa del prof. Nereo Alfieri, professore emerito dell’Università di Bologna, insigne topografo e archeologo, che tanto ha operato a Ferrara nel trentennio 1950-1980 del secolo scorso, portando alla ribalta internazionale i risultati degli scavi nella necropoli e nella città etrusca di Spina, la “Rivista di Topografia Antica” ha voluto dedicare all’illustre Maestro il XXV volume, che verrà presentato a Ferrara in questa occasione.
Ne parleranno: Stella Patitucci, dell’Università di Cassino, che rievocherà l’attività scientifica del Maestro e illustrerà il contributo specifico alla conoscenza di Spina e dell’antico Delta Padano; Pier Luigi Dall’Aglio, dell’Università di Bologna, che tratterà delle altre ricerche archeologiche e topografiche sia in Italia che all’estero; Giovanni Uggeri, dell’Università di Roma “La Sapienza”, che presenterà la “Rivista di Topografia Antica” e passerà in rassegna gli altri contributi topografici.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Incontro con l’autore mercoledì 29 novembre 2017 ore 17

Umarells

Presentazione del volume di Danilo Masotti

(Edizioni Pendragon, 2007)
Presenta Aldo Modonesi, Assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità del Comune di Ferrara.
Gli Umarells: sono tra noi, presenze vigili e discrete. Si aggirano per la città fin dalle prime ore del mattino: li trovi prestissimo in coda davanti agli uffici postali, in attesa che aprano gli sportelli dell’Asl, impazienti di effettuare il prelievo per le analisi del sangue. Camminano lentamente, con le mani dietro la schiena, i ricordi e i pensieri persi chissà dove. Li trovi fermi ad osservare gli operai al lavoro, oppure appoggiati in piccoli gruppi intorno a una panchina o da soli a spasso tra i banchi del mercato. Comprano il pane, la frutta, il latte per il giorno dopo, passeggiano, stazionano davanti ai negozi, accanto all’edicola o seduti nei bar, aspettando che scenda la sera. “Umarell” è una parola che deriva dal dialetto bolognese e significa ometto. Essere umarell significa essere anziani, generalmente pensionati, e non avere nulla da fare per tutto il giorno. Creature di strada, facilmente avvicinabili e fotografabili, che Danilo “Maso” Masotti ha così potuto efficacemente ritrarre nel suo libro, che ha collezionato già diverse ristampe. Una descrizione la sua affettuosa e garbata, divertente e divertita, che ci offre lo spaccato di un mondo molto più prossimo a noi di quanto ci piacerebbe credere. Stiamo parlando dei nostri nonni, dei nostri padri.
Danilo Masotti, bolognese, si occupa di web, comunicazione, social media marketing ed interattività online. E’ l’ideatore e cantante del gruppo rock New Hyronja, ma anche blogger e conduttore di programmi radiofonici e televisivi. Per la casa editrice Pendragon ho scritto i libri Umarells, Il codice Bologna, Bologna senza vie di mezzo, Ci meritiamo tutto, New Gold Dream e altre storie anni Ottanta, Ciccionazzi a Chichén Itzà, Anche questa è Bologna, Oltre il cantiere – Fenomenologia degli Umarells.
A cura di Fondazione ANT Delegazione di Ferrara, con il patrocinio del Comune di Ferrara

Incontro con l’autore giovedì 30 novembre 2017 ore 17

Il racconto dell’Orlando Furioso

Presentazione del volume di David Mugnai

Volume illustrato da Leo Magliacano, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 2016
Saranno presenti l’autore e l’illustratore accompagnati da Hans Honnacker, esperto di letteratura cavalleresca.
Il libro è la proposta di lettura di un grande classico, attraverso una scrittura accattivante e divertente, che riduce ma non tradisce l’originale. I quarantasei canti dell’Ariosto sono qui diventati venti capitoli; le gesta di Orlando, Angelica e Astolfo sono raccontati in un linguaggio agile e moderno, adatto a qualunque fascia d’età. Appare quindi come un testo utile per accompagnare lo studio dell’originale e per gustarsi la storia nella sua interezza, con l’arricchimento delle tavole illustrate da Leo Magliacano.
David Mugnai, nato a Firenze nel 1970, è docente di storia e materie letterarie all’Istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino. Laureato in storia contemporanea, ha pubblicato saggi all’interno della rivista Economia & Lavoro. È autore del progetto didattico „Storia della repubblica di Firenze“ selezionato nell’ambito dell’iniziativa Stati Generali della Scuola (2011) pubblicato su www.slideshare.net. Ha ideato e realizzato il sito web di storia contemporanea www.storiacontemporanea.eu
Leo Magliacano, nato a Napoli, inventa e illustra giochi, vignette e storie a fumetti. Ha collaborato con Sorrisi e canzoni TV, Cioè, L’Unità, Focus Magazine (Junior e Pergioko). Pubblica anche in germania, Grecia, Spagna e nell’edizione sudamericana di Muy Junior.
Hans Honnaker, nato a Bonn (Germania) nel 1966. Docente di materie letterarie, vive e lavora a Firenze. Dal 2002 al 2010 ha insegnato  Lingua – Traduzione tedesca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato vari saggi sui problemi della traduzione e sulla letteratura rinascimentale, in particolare su autori come Leon Battista Alberti, Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Baldassarre Castiglione, Pietro Aretino e Erasmo. Insieme al collega Marco Romanelli ha curato un’edizione integrale della Divina Commedia (Società Dante Alighieri Editrice).

Conferenze e Convegni venerdì 1 dicembre 2017 ore 17

La pedagogia Steiner-Waldorf per le esigenze educative di oggi

Conferenza di Mauro Franzin

Antropologia e didattica nell’esperienza pratica
Introduce Marcello Girone Daloli
Il maestro Mauro porta esempi pratici tratti dal suo lavoro quotidiano con gli studenti delle scuole Steiner-Waldorf. La pedagogia Steiner-Waldorf, in costante espansione in ogni continente, ha le sue radici nella concezione dell’uomo e del mondo di Rudolf Steiner. Si fonda sulla continua ricerca scientifico-artistico-pratica dell’insegnante e della compagine sociale che sostiene questa impresa culturale. Oggi più che mai si sta rivelando un eccellente antidoto agli attacchi che pervengono alla libertà dell’uomo e alla sua sfera emozionale nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Mauro Franzin è maestro di classe e insegnante di materie entro il ciclo prima/ottava nelle scuole Steiner-Waldorf e di matematica e fisica nelle classi superiori. È cofondatore ed amministratore dell’associazione Artemis che promuove attività culturali e gestisce percorsi pedagogici steineriani per bambini a Trieste. Approfondisce da anni il pensiero di Rudolf Steiner.

 

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Venerdì 24 Novembre ore 18 – Libreria Ibs-Libraccio – Sala dell’Oratorio San Crispino

Presentazione del libro di Davide Vecchi “ Il Caso David Rossi. Il suicidio imperfetto del manager di Mote dei Paschi di Siena” (Chiarelettere, 2017)

Ne parlano con l’autore Giovanni Rossi Presidente Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna e

Riccardo Forni, Presidente dell’Associazione Stampa di Ferrara

 

Parlare di Monte Paschi di Siena è parlare della Storia del Bel Paese a far data dal 1472, anno di fondazione; basti pensare ai Tesori d’Arte mondiali che MPS racchiude https://www.mpsart.it

Non solo: è anche avere il coraggio di guardare in faccia il volto oscuro della politica e della finanza.

Davide Vecchi*, firma de Il Fatto Quotidiano, con il suo ultimo libro ‘Il suicidio imperfetto del manager Monte dei Paschi di Siena’, inserisce la morte di David Rossi nella lunga serie dei misteri d’Italia “perché dal momento che le prime indagini furono fatte in maniera frettolosa e superficiale è chiaro che, a distanza di così tanti anni, non possono essere più ritrovate prove che potrebbero rivelarsi fondamentali”[1].

Parlare di David Rossi e della sua morte – archiviata dai giudici come suicidio – significa parlare di Siena e della sua banca, una banca di fatto “pubblica”. Oggi, infatti, l’azionista di maggioranza del Gruppo Montepaschi è lo Stato Italiano che detiene, complessivamente, il 52,184% del capitale sociale, con la partecipazione diretta del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nata come monte di pietà per dare aiuto alla popolazione disagiata di Siena, MPS è la più antica banca in attività ed è ritenuta anche la più longeva al mondo.

Diciamo, con una battuta, che, a far data dalla profonda riforma delle fondazioni bancarie, la cosiddetta legge Amato-Ciampi, e con la successiva legge finanziaria 2002 (articolo 11 della legge 28 dicembre 2001, n. 448), gli uomini scelti dalla Fondazione MPS per il governo della MPS S.p.a. -4° gruppo bancario italiano per numero di filiali, dopo Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM- hanno, progressivamente, “smarrito la diritta via” … e son entrati in una “selva oscura”, per dirla con il tosco Dante.

Con  Giovanni Rossi, neo Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, ho il piacere d’invitarvi a partecipare anche con riflessioni e domande alla presentazione del libro del collega Davide Vecchi.

 

* Davide Vecchi. Giornalista. https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dvecchi/  Sono nato a Perugia dove ho studiato Scienze politiche e iniziato a lavorare alla cronaca locale de Il Messaggero. Avevo 23 anni. Nera, bianca, giudiziaria, politica. Dopo un anno mi sono trasferito a Milano per entrare alla scuola di giornalismo Walter Tobagi e sono stato travolto dal lavoro. Nel 2000 sono assunto nel primo quotidiano on-line, eDay: preistoria del web finanziato dal “visionario” Elserino Piol che aveva appena dato la luce a Tiscali. Da allora ho lavorato (tra l’altro) per Metro, il Venerdì di Repubblica, l’Espresso. Poi l’Adnkronos, dal 2004. Ho seguito tanta politica.

O meglio: tanti politici. Quasi sette anni di agenzie di stampa. Fino a luglio 2010, quando sono arrivato al Fatto Quotidiano dove mi occupo principalmente di politica e cronaca giudiziaria. Ho seguito le hard news degli ultimi anni.

Dal caso Ruby allo scandalo Mose fino a Mafia Capitale. Nel 2012 ho scritto I Barbari sognanti per Aliberti sul fallimento della Lega Nord.

Nel 2014 per Chiarelettere, ho iniziato a occuparmi dell’ascesa di Renzi nel libro L’intoccabile. Matteo Renzi. La vera storia.

Due anni dopo, sempre per Chiarelettere, ho pubblicato Matteo Renzi, il prezzo del potere, sui primi due anni di Governo dell’ex rottamatore. Entrambi ancora in libreria.


Riccardo Forni, giornalista professionista. Presidente Associazione Stampa di Ferrara.

Alda Costa

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Casa della Salute Terre e Fiumi di Copparo & Alda Costa

Giovedì 23 Novembre alle ore 17 nell’Atrio del Comune di Copparo

continua il ciclo d’incontri dedicato alla figura di Alda Costa. Storie di Persone e di Servizi

La Comunità Incontra …

Ferrara, 21 Novembre 2017. “Alda Costa e Emancipazione femminile e salute: Impegno, azione sindacale, politica e giustizia sociale” è il titolo dell’intervento di Paola Castagnotto, responsabile dell’Ufficio per l’integrazione socio sanitaria di Ausl Ferrara Giovedì 23 Novembre alle ore 17 nell’Atrio del Comune di Copparo. L’appuntamento è parte di un ciclo d’incontri dedicato alla figura storica di Alda Costa, maestra e donna impegnata in politica per il miglioramento della condizioni di vita e di salute dei più deboli -a partire dai suoi scolari- e il suo rapporto con le comunità locali, in particolare con Copparo.

Il calendario degli appuntamenti termina Lunedì 11 Dicembre alle ore 17 nella Sala Riunioni al Piano Terra della Casa della Salute Terre e Fiumi di Copparo in Via Roma 18, Chiara Benvenuti, Direttore del Distretto Centro-Nord di Ausl Ferrara con “Alda Costa. Casa della Salute bene della Comunità: dal dire al farsi Accogliente”.

L’evento “La Comunità Incontra … Casa della Salute Terre e Fiumi di Copparo & Alda Costa” è l’esempio di come -oggi- le istituzioni pubbliche e sanitarie del territorio collaborano e s’integrano completamente organizzando un riferimento unitario di “cura e attenzione” per la “Comunità” ispirandosi eattualizzando il prezioso insegnamento sociale e l’esempio di tutta una vita sacrificata per l’educazione e la cura delle comunità più povere e deboli del ferrarese: quella di Alda Costa*.

*Alda Costa nacque a Ferrara il 26 gennaio 1876, studiò fino a conseguire il diploma di maestra elementare e iniziò la sua attività nel 1895 con supplenze temporanee a Marrara, Boara, Fondo Reno, Quacchio, Spinazzino; dal 1° settembre 1899 il Consiglio Comunale di Ferrara la nominò insegnante elementare con uno stipendio iniziale di 1.000 lire annue.

La povertà e la denutrizione delle sue prime scolaresche furono sentite dalla Costa come un’insormontabile ostacolo allo studio e apprendimento da rimuovere sia con la sua attenta responsabilità educativa sia con un’azione sociale e politica in favore della popolazione indigente.

Indicativo, di questo suo profondo modo di vivere il ruolo di educatrice, è quanto scrive sul periodico “Pensiero Socialista” nel 1906: “Impartite … delle utili cognizioni, ci si ripete. Oh, non sapete dunque che le loro deboli menti di denutriti non riescono ad afferrare le più semplici fra le cognizioni! Che irrisione per voi poveri bimbi l’istruzione pubblica, gratuita, obbligatoria. Che irrisione e che crudeltà! Presentarvi un libro quando negli occhi, nel viso, in tutto il vostro misero corpicciolo non avete che un grido: “ho fame!”.

Alda Costa partecipò, quindi, con determinazione e forza alla vita politica-sociale per ridurre le cause di queste miserevoli limitazioni di vita e per affrontare la generale denutrizione dei suoi alunni capendo con grande chiarezza che tali condizioni influivano in modo pesantemente negativo sulla loro salute e sul loro profitto.

L’attività politica di Alda con l’adesione nel 1907 alle idee socialiste riformiste, fu particolarmente attenta alle donne con la fondazione di circoli femminili socialisti nelle campagne e con una preziosa attività d’informazione giornalistica su periodici ferraresi come Eva e Bandiera socialista.

Un ruolo di dirigente socialista che mantenne tutta la vita anche dinanzi allo scatenarsi del successivo squadrismo fascista che innescò contro di lei continui atti intimidatori: perquisizione domiciliare; sospensione dall’insegnamento; licenziamento; invio al confino per cinque anni, poi ridotti a due alle Tremiti e in Basilicata, al cui termine reintegrata nei suoi diritti dal Consiglio di Stato, dovette chiedere il pensionamento anticipato e chiudersi sofferente a causa delle condizioni di vita subite durante il confino, nella casetta alla periferia di Ferrara dedicandosi all’insegnamento privato.

Casa frequentata da giovani impegnati, come Giorgio Bassani e Claudio Savonuzzi, luogo d’incontro con i compagni di un tempo per riannodare le fila degli antifascisti. Durante la seconda guerra mondiale, fu arrestata dall’OVRA la polizia segreta del regime fascista; tenuta in carcere per un mese e sottoposta a durissimi interrogatori e maltrattamenti, non cede e non rivela i nomi dei compagni socialisti.

Dopo il 25 luglio 1943 viene liberata, ma subisce un nuovo arresto il 15 novembre del 1943, dopo la “Lunga Notte del ‘43” con l’uccisione del federale repubblichino ferrarese Ghisellini che provocò a Ferrara la rappresaglia fascista con gli eccidi del Castello Estense.

Trasferita dalle carceri di Ferrara a quelle di Copparo, qui, viene ricoverata per leucemia linfatica, complicata da broncopolmonite e insufficienza cardiaca, nell’ospedale locale dove si spegnerà, alle ore 12.45 del 30 aprile 1944.

Il Pretore di Copparo Antonio Buono, che l’aveva aiutata a passare una lista di compagni per ricostruire le fila del partito, in punto di morte raccoglie queste sue parole: «Dica ai miei compagni che sono rimasta fedele al mio ideale».

Il 2 Maggio del 1944 “la detenuta A. Costa è stata seppellita alle 7.30 del mattino senza alcun incidente”, così riporta il fonogramma del Direttore delle Carceri di Copparo, il funerale le fu negato per timore di manifestazioni e tumulti: dietro il feretro,il prete e il Pretore Buono, lungo le strade, le finestre delle case era obbligatoriamente chiuse per ordine del Segretario del Fascio Locale.

 

ALDA COSTA

Riccardo Forni, giornalista professionista.  r.forni@ausl.fe.it
Ausl Ferrara. Ufficio Stampa – Comunicazione  www.ausl.fe.it 

Rf/rf

Conferenze e Convegni lunedì 20 novembre 2017 ore 17
​Tesori d’arte in campagna

Le sculture della pieve di Argenta (1122)

Ne parlano Alessandra Mottola Molfino (museologa), Aniello Zamboni (storico) e Francesco Pertegato, autore del libro Argenta avamposto occidentale della Chiesa di Ravenna.
La pieve di Argenta, un tempo sulla riva destra del Po di Primaro, conserva le tracce di eventi cruciali che hanno visto la Chiesa di Ravenna al centro della storia europea. La fondazione del primitivo monasterium dedicato a S. Giorgio martire, nel 569, per iniziativa dell’arcivescovo Agnello, ha probabilmente avuto l’obiettivo di vincere le ultime sacche di resistenza dei goti ariani, dopo la riconquista bizantina ad opera di Giustiniano. Nel 1122, l’ampliamento della piccola basilica chiude simbolicamente il più lungo scisma della chiesa d’occidente, iniziato nel 1080 quando Guiberto viene nominato arcivescovo dall’imperatore Enrico IV, poi eletto papa col nome di Clemente III (meglio antipapa, contro Gregorio VII), e concluso nel 1118 dall’arcivescovo Gualtiero che ritorna sotto l’egida del papa di Roma Gelasio II, il quale lo reintegra nella giurisdizione delle 13 diocesi suffraganee (Ferrara inclusa). Col rarissim o ciclo di affreschi di soggetto apocalittico, in larga parte perduto, ma soprattutto con lo straordinario portale, scolpito da un allievo di Nicolò (che lavorerà poi al portale della nostra cattedrale), l’adesione alla riforma della Chiesa trova compiuta espressione. Portale che, per la complessità tematica e la qualità stilistica, va annoverato tra i caposaldi della rinascita della scultura in Italia, come vanno riconoscendo studiosi autorevoli.
Iniziativa a cura di Italia Nostra Sezione di Ferrara.
Incontro con l’autore martedì 21 novembre 2017 ore 17
S.P.A.L., un sogno biancoazzurro

Presentazione del volume di Graziano Gruppioni

Dalle origini del calcio a Ferrara alla prima serie A
(2G Editrice)
Con alcuni interventi di Giorgio Mantovani e il contributo fotografico di Roberto Zaramella
Prefazione di Enrico Testa
Il volume ripercorre le tappe della diffusione del calcio a Ferrara, dall’attività dei primi circoli sportivi di fine Ottocento alla fondazione della Spal nel 1913 e si chiude con il campionato 1927/28 e la prima serie A. La narrazione ricompone in un grande affresco il mondo dello sport ferrarese a cavallo tra Otto e Novecento e restituisce la voce dei protagonisti e le testimonianze dell’epoca attraverso una fitta rete di cronache riprese da quotidiani locali e testate nazionali, con un ricco apparato di fonti. La struttura del volume si articola lungo un doppio binario: le cronache sportive cittadine da un lato, che fanno da cornice con le gare di ciclismo, motociclismo, podismo e nuoto, e dall’altro la ricostruzione completa dei campionati di calcio a cui prese parte la Spal. Il ritmo dei capitoli dedicati alle gare sportive è arricchito qua e là da affondi tematici sui circoli ferraresi (Palestra Ginnastica Ferrara, Circolo Ars et l abor, Spal) e sugli spazi cittadini che furono teatro degli appuntamenti calcistici, da Piazza d’Armi al nuovo Stadio Paolo Mazza. Molto suggestivo appare il ricco apparato fotografico che correda il volume e restituisce l’atmosfera e i volti dei protagonisti del calcio ferrarese di inizio Novecento.
Graziano Gruppioni fondatore della case editrice “2G” è nato a Viconovo (Fe) nel 1948. Grande appassionato di storia locale, collabora attivamente con la stampa ferrarese. Ha pubblicato nel 2000 la raccolta “Proverbi ferraresi” (Este Edition); nel 2001 ha dato alle stampe con la casa editrice Liberty house “La cucina ferrarese in due ricettari ottocenteschi” e “Memorie storiche di Sabbioncello San Pietro”; con la casa editrice 2G ha pubblicato “Sconosciuti” (2007), “La nostra storia. Storie di storia ferrarese” (il volume I nel 2010 e il II nel 2014), “Proverbi, filastrocche e indovinelli in dialetto ferrarese” (2013), “La Ferrara nascosta” (2014), “Ferrara e i suoi mille misteri” (2016), “Espressioni e modi di dire del dialetto ferrarese” (2017).
Conferenze e Convegni mercoledì 22 novembre 2017 ore 16
La Riforma protestante: storia e attualità

Conferenza di Emidio Campi (Facoltà teologica Zurigo)

L’incontro, moderato da Piero Stefani, si concluderà con alcuni canti della Riforma a cura della Maestra Maria Elena Mazzella.
La locuzione reformatio ecclesiae (Riforma della Chiesa) evoca immediatamente la figura di Martin Lutero, il frate agostiniano che sfidò la Chiesa di Roma con le sue novantacinque tesi. Prima ancora di designare il vasto movimento che dette origine al protestantesimo l’espressione Riforma della Chiesa ha avuto una valenza ampia e inoltre nei secoli successivi ha subito notevoli variazioni di significato. La conferenza spigola in alcune interpretazioni patristiche e soprattutto medievali della locuzione reformatio ecclesiae, dà conto dell’uso che ne fu fatto nelle controversie confessionali del XVI secolo e nel cristianesimo occidentale della prima età moderna, Infine si sofferma sul significato odierno in una prospettiva ecumenica.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
Conferenze e Convegni giovedì 23 novembre 2017 ore 17
Letture e dialoghi sulla Costituzione Italiana

Progetto SLOW READING

Così datata e così ancora da applicare, è la Legge delle Leggi, quadro in cui i nostri Diritti e Doveri si possono e si devono realizzare.
Interverranno Paolo Siconolfi, docente di Diritto Costituzionale, e Michele Poltronieri, studioso della Carta Costituzionale.
Lo scrittore Alberto Rizzi intervallerà i discorsi con alcune poesie e letture recitate sul tema.
Nell’ambito del Progetto SLOW READING a cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara.
Conferenze e Convegni venerdì 24 novembre 2017 ore 17
La passione della libertà

Conferenza di Umberto Curi

Coordina Sandra Carli Ballola
Si cercherà di approfondire il concetto di libertà, muovendo da alcune precisazioni di carattere linguistico- etimologico. Distinzione fra libertà “di” e libertà”da”. Libertà e necessità. Si procederà quindi ad un’analisi del tema della libertà in riferimento al pensiero di alcuni autori della tradizione filosofica, con particolare riferimento al rapporto fra libertà e conoscenza nel pensiero di Platone.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Conferenze e Convegni sabato 25 novembre alle ore 10
Musicanti: le bande marciano in Archivio

- Giornata di studi -

Un progetto di recupero, gestione e valorizzazione delle fonti musicali storiche del territorio ferrarese
La giornata di studi nasce dalla volontà del Servizio biblioteche e Archivi di iniziare un percorso di recupero e valorizzazione del grande patrimonio musicale bandistico del territorio ferrarese. Un itinerario ricco e coinvolgente che narra attraverso i molteplici materiali custoditi nell’Archivio storico comunale e nell’archivio fotografico del Centro etnografico ferrarese la storia e le vicende di una realtà che ha affascinato intere generazioni.

Programma
Ore 10 -13 Sessione mattutina: La Banda, funzione civile e patrimonio culturale
Ore 15-18.30 Sessione pomeridiana: Archivi e fondi musicali bandistici, esperienze a confronto

Saluti
Massimo Maisto, vicesindaco e assessore alle Istituzioni e Politiche culturali del Comune di Ferrara;
Marcella Zappaterra, consigliere della Regione Emilia-Romagna;
Francesco Colaiacovo, presidente del Conservatorio Statale di Musica “G.Frescobaldi”, Ferrara

Presidenza dei lavori
Loretta Vancini, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna; Brunella Argelli, IBC-Archivi Regione Emilia-Romagna

Relazioni e testimonianze
Enrico Spinelli, Gian Paolo Borghi, Mario Gessi, Enrico Trevisani, Pasquale Spinelli, Igino Conforzi, Roberto Roda, Mirna Bonazza, Paolo Fresu e altri

Al termine dei lavori esibizione della Filarmonica Giuseppe Verdi di Cona.

La giornata di studi è stata promossa e organizzata da Comune di Ferrara, Assessorato alle Istituzioni e Politiche Culturali, Servizio Biblioteche e Archivi, Archivio Storico Comunale, Biblioteca Comunale Ariostea, Centro Etnografico Ferrarese.
Adesioni e collaborazioni: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Soprintendenza Archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, IBC, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Conservatorio Statale di Musica G. Frescobaldi di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, Associazione Amici della Biblioteca Ariostea di Ferrara, Associazione  culturale “Astor Piazzolla” di Pesaro, Libreria musicale Ut Orpheus di Bologna.

 

Dopo il varo della Brexit gli analisti, i politologi e gli esperti di geopolitica approfondiscono il significato dei rapporti e degli equilibri fra Europa e Gran Bretagna. In maniera organica, con un dossario esaustivo, la rivista Eurasia (numero 3/2017; pagg. 206; euro 18,00; www.eurasia-rivista.com), prende in esame il contesto politico europeo e la Gran Bretagna, il potere che ancora esprime, i rapporti con i paesi del Commonwealth, il confronto sempre più serrato fra Gran Bretagna e Germania, soprattutto alla luce della competizione anglo-tedesca nel vicino Oriente.

Nell’editoriale, il direttore della prestigiosa rivista, Claudio Mutti, spiega bene come da svariati secoli la contrapposizione di interessi fra Gran Bretagna ed Europa sono i motivi alla base di contrasti politici ed economici sfociati in guerre. Potenza marittima senza legami con la terra, “contro lo Stato e per il mare aperto”, la Gran Bretagna cambiò i rapporti con tutto il resto del mondo, soprattutto con l’Europa, per conquistare territori e ricchezze di altri popoli.

Carl Schmitt dimostrò molto bene questa visione politica. Per i popoli europei la terra era la patria, per gli inglesi la terra era “l’entroterra” del proprio impero “sparpagliato” in vari continenti. Ecco perché Claudio Mutti sottolinea che agli immortali principii del 1789 vennero contrapposti i principii del 1914 e richiama Spengler che vide in Inghilterra e Prussia le due alterità dello spirito nordico: individualismo, spirito mercantile e piratesco nell’Inghilterra ed etica del dovere e del servizio in quello prussiano. Per un popolo l’esistenza si dispiega in una dimensione insulare, per l’altro nella difesa di un territorio e di una comunità di destino. Anche De Gaulle si espresse contro la Gran Bretagna votando contro il suo ingresso nella Comunità europea motivando che gli interessi britannici non si coniugavano con quelli dell’Europa.

Ancora: il militante europeista e studioso di geopolitica Jean Thiriart rimarcò nei suoi scritti la posizione anti-europea della Gran Bretagna e la sua apertura verso gli Usa, altra talassocrazia. Ecco perché, dopo il vertice del G 7 di maggio scorso, nel quale sono emersi i disaccordi con gli Usa, la cancelliera Angela Merkel ha sostenuto che “Noi Europei dobbiamo veramente prendere il nostro destino nelle nostre proprie mani”. Posizione che preoccupa ovviamente gli Usa che temono una Germania egemone in Europa e magari pronta a un riavvicinamento alla Russia in un’ottica euroasiatica e di Europa libera e federata (quindi, non secondo gli attuali dettami di Bruxelles).

Al di là del dossario, che fornisce spunti e piste di approfondimento inedite, non mancano anche saggi di rilievo che affrontano temi come l’Europa e la sovranità, relazioni su convegni di particolare in teresse, studi di teoria geopolitica (Schmitt e Versailles) e un interessante gruppo di “documenti” di Schmitt, Drieu La Rochelle, Thiriart e la conseueta nutrita rubrica di recensioni.

http://www.barbadillo.it/71149-segnalibro-eurasia-se-la-perfida-albione-decide-di-contrapporsi-alleuropa/

di Paolo Borgognone – 14/11/2017

Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale

Fonte: Bye Bye Uncle Sam

Pubblichiamo un breve estratto dalle considerazioni conclusive del nuovo libro di Paolo Borgognone, Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale e la “guerra di classe” del XXI secolo, Oaks Editrice, pp. 514, €25, in libreria a partire dal 16 novembre.

“Il capitalismo contemporaneo è illimitato esattamente come lo sono le velleità di divertimento, di acquisizione di “esperienze” e il culto della mobilità caratteristici della sedicente Generazione Erasmus (una generazione culturalmente ultracapitalistica). Gli studenti internazionali della Generazione Erasmus, così come il clero politico-economico e accademico-mediatico di complemento al globalismo e all’imposizione planetaria del dogma del libero mercato, ritengono infatti che fermare il capitalismo equivalga a fermare il progresso e pertanto assumono il ruolo, innegabile, di guardia pretoriana dei meccanismi, anonimi e impersonali, di riproduzione del capitalismo sfruttatore. La Generazione Erasmus è infatti contraria al liberismo selvaggio in economia (nel senso che gli studenti internazionali di nuovo conio vorrebbero, dopo il semestre di “vacanza-studio” a zonzo per l’Europa e gli USA, “piazzarsi” nei meccanismi di riproduzione della società di mercato come piccoli borghesi novecenteschi retribuiti, para-statalizzati e assunti a tempo indeterminato) ma è favorevole alla teologia delle nuove forme di comunicazione digitale globale (dai voli low cost per raggiungere in un paio d’ore di viaggio le destinazioni più esotiche e rinomate in tema di possibilità di accesso, a costi contenuti, al divertimentificio postmoderno e fino ai dispositivi hi tech in stile smatphone, ecc.) direttamente generatrici e responsabili dei processi di radicalizzazione del liberismo in economia e di consolidamento della società dello sfruttamento e della precarizzazione di massa in ambito occupazionale ed esistenziale. La contraddizione di fondo interna alla Generazione Erasmus consiste nel fatto che i teenager postmoderni sono tendenzialmente contrari allo sfruttamento capitalistico generalizzato ma favorevoli ai dispositivi capitalistici di comando e controllo costituenti la causa principale dei processi di precarizzazione e pauperizzazione di cui sopra. Il fatto è che i teenager della Generazione Erasmus, per motivi di mera convenienza individuale (vedersi ridimensionate le possibilità di accesso al divertimentificio “no border”?!… Giammai!), si rifiutano aprioristicamente di intendere il capitalismo come fatto totale onnicomprensivo, dunque anche culturale e non soltanto economico, e limitano la loro critica al mondo così com’è a una serie di patetici e innocui lamenti, in perfetto stile “indignados”, contro quelli che gli studenti internazionali di nuova generazione definiscono gli eccessi del liberismo in materia economica. In altri termini, gli studenti Erasmus Generation sono contro la precarietà economica e occupazionale, ma a favore della società di mercato. E questo atteggiamento, volutamente utilitaristico e codardo, da parte delle nuove generazioni conquistate alle logiche individualistiche proprie di una società di sopraffazione, rappresenta una palese, vergognosa e insanabile contraddizione in termini. La Generazione Erasmus è parte integrante del pensiero unico della mondializzazione e della crisi antropologica dell’uomo contemporaneo (di cui la crisi economico/finanziaria degli Stati non è che la conseguenza diretta e perseguita), tanto che il motto identitario di riferimento di questa nebulosa adolescenziale postmoderna è «laissez-passer», ossia la formula di istituzione, sin dai tempi del Codice napoleonico, del liberismo economico negli ordinamenti giuridici di alcuni Paesi europei, Francia in testa.
(..) La Generazione Erasmus è l’embrione sociologico di questa “nuova classe” di servitori plaudenti della pseudo-élite globale. I giovani cosmopoliti odierni infatti, coloro i quali il giornalista Bernard Guetta ebbe a celebrare come «i battaglioni della democrazia» market friendly, si limitarono, nel proprio percorso esistenziale, ad approfittare della compressione dei costi della comunicazione e della mobilità caratteristici dei processi di digitalizzazione e di liberalizzazione del capitalismo e, come direbbe Emmanuel Macron, si “misero in gioco”, ossia adeguarono il loro modus vivendi agli schemi ideologici predisposti ad hoc dalle celebrities del liberalismo che tali “battaglioni” avevano interesse ad arruolare per consolidare l’egemonia ideologica, politica ed economica del regime di libero mercato transnazionale. La Generazione Erasmus infatti, proprio come le celebrities del capitalismo globale, risponde perfettamente, a livello di stereotipi di stili di vita, desiderio e consumo, «alla logica della deterritorializzazione che governa i flussi di segni di valore e informazioni» e, ideologizzata in senso propriamente neoliberale com’è, respinge in toto quella che Formenti definisce invece la «logica della riterritorializzazione, la logica dei corpi che cercano territori da occupare per affondarvi le radici e ricostruire comunità». Il conflitto di classe contemporaneo scaturisce dalla contrapposizione, innanzitutto metafisica e poi di prassi fattuale, tra i sostenitori (i “nuovi europei”) dell’ideologia nichilista e giovanilistica del presente sclerotizzato all’insegna dei cosiddetti processi progressivi necessari dell’omologazione monoculturale americanocentrica e i fautori della filosofia del Sacro, del Sovrano e dell’Eterno (gli “ultimi europei”).”

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=59722

Conferenze e Convegni lunedì 13 novembre 2017 ore 17

La vita nel post mortem secondo l’antroposofia

Conferenza di Annamaria Cugurullo

Introduce Marcello Girone Daloli
L’atmosfera di novembre, mese tradizionalmente dedicato al culto dei defunti, è propizia per affrontare il tema della morte. Come ci insegna R. Steiner, nell’epoca dell’anima cosciente, non è più sufficiente limitarsi a credere nella sopravvivenza dell’anima dopo la morte. E’ necessario conquistare qui, sulla terra, le conoscenza spirituali che, varcata la soglia, irradiano di luce il cammino del post mortem. Queste stesse conoscenze, vivificate dall’amore, consentono ai viventi di aiutare le anime disincarnate.
Annamaria Cugurullo, ha lavorato a Milano nel settore saggistica della Mondadori e ha insegnato Discipline giuridiche ed economiche. Si occupa di Antroposofia da quarant’anni privilegiando il percorso “di conoscenza” anche attraverso l’arte – musica e pittura – come espressione del superamento del materialismo. Esponente di diversi gruppo di studi presso la Soc. Antroposofica di Milano, per anni ha tenuto suoi gruppi e conferenze sul messaggio della scienza dello spirito.

 

Incontro con l’autore martedì 14 novembre 2017 ore 17

Appunti di viaggio di un funambolo muto

Presentazione del volume di Giuseppe Ferrara

Edizioni Tracce, Pescara 2016
Interverranno e dialogheranno con l’autore Angelo Andreotti e Matteo Pazzi.
É la storia di una poesia invasiva e articolata quella che ci raccontano questi Appunti… la storia del rapporto che l’autore ha con le sue origini, la sua terra,… con i suoi versi e la sua ricerca quando si ritrova giardiniere che “pota versi” tutto il giorno o ripete l’amore come fosse una poesia imparata a memoria. Notevole infine l’abilità di scrittura che consente a Ferrara di esprimersi con disinvoltura utilizzando il verso sciolto, la poesia visiva, l’endecasillabo nella forma di sonetto… (F. Simonelli, Poesia Anno XXIX n. 315).
Giuseppe Ferrara è nato a Napoli ma è cresciuto e ha studiato a Potenza. Dopo la maturità conseguita presso il Liceo-Ginnasio “Quinto Orazio Flacco” del capoluogo lucano, si è laureato in Fisica all’ Università di Salerno. Da quasi trenta vive e lavora a Ferrara come fisico in un Centro Ricerche privato. Da sempre ha cercato di conciliare i suoi interessi per la fisica e per la poesia pubblicando sia lavori scientifici e divulgativi su riviste nazionali e internazionali che poesie e critiche letterarie su riviste del settore (Testuale, l’Ippogrifo, www.tellusfolio.it). Questa è la sua terza raccolta dopo L’Orizzonte degli eventi (Este Edition, Ferrara 2011) e segnicontroversi (Edizioni Kolibris, Ferrara 2013). É presente anche in diverse antologie tra le quali I poeti del Duca- Excursus nella poesia contemporanea di Ferrara (Kolibris Edi zioni, Ferrara 2013); Riflessi, n°40 (Pagine, Roma 2015); Il mio mandala-Antologia 114 haiku (Collana Cascina Macondo, 2015). In rete sono pubblicate alcune sue poesie (http://autori.poetipoesia.com/giuseppe-ferrara/). Scrive di poesia e altro sul suo blog Il Post Delle Fragole (www.thestrawberrypost.blogspot.it) e collabora con le Edizioni Kolibris di Ferrara (http://edizionikolibris.net/). Dal 2016 ricopre la carica di vicepresidente del Gruppo Scrittori Ferraresi.
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi (https://scrittoriferraresi.wixsite.com).

Invito alla lettura mercoledì 15 novembre 2017 ore 17

Scontro all’ultima battuta: Terry Pratchett VS Douglas Adams

I match letterari della Compagnia del libro

Tornano finalmente in Biblioteca Ariostea i Match Letterari della Compagnia del Libro! Questo novembre tenetevi pronti per uno dei più dissacranti scontri libreschi che potrete mai trovare, un match totalmente britannico. Salgono sul ring due maestri dell’humor di genere, due pesi massimi della letteratura fantastica, all’angolo di sinistra da Beaconsfield, Sir Terence David John Pratchett, conosciuto ai più come Terry Pratchett, alla destra del ring invece da Cambridge, Douglas Noel Adams, il patrono di tutti gli autostoppisti galattici. Il padre del fantasy umoristico contro il massimo esponente della fantascienza ironica, in uno scontro da quattro riprese senza esclusione di colpi.
Questi due pezzi da novanta si daranno battaglia nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea. Ad occuparsi dell’analisi e delle letture e ad asciugare il sudore dei contendenti, Eleonora Pescarolo, Alberto Amorelli, Alessandro Tagliati e Sara Suzzi.
Ricordatevi non è ammesso gettare la spugna!
A cura della Compagnia del Libro – Il Gruppo del Tasso di Ferrara

Incontro con l’autore giovedì 16 novembre 2017 ore 17

Arte contemporanea a Ferrara

Presentazione del volume curato da Ada Patrizia Fiorillo

Dalle neoavanguardie agli esiti del postmoderno
Mimesis, Milano, 2017
Collana Unifestum/n.3
Intervengono: Ranieri Varese (Università di Ferrara), Maria Luisa Pacelli (Gallerie d’arte Moderna e Contemporanea di Ferrara), Roberto Pasini (Università di Verona), Michele Nani (ISSM CNR Napoli).
Indirizzi di saluto di Matteo Galli (Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici) e Massimo Maisto (Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara)
Sarà presente la curatrice.
Nello spirito di una ricerca a più voci, il volume prende in esame le vicende storico-artistiche che hanno attraversato la città di Ferrara dai primi Sessanta alla fine del XX secolo. È una narrazione che ruota intorno alla “stagione d’oro” del Palazzo dei Diamanti, ma non solo. Per la curatrice ricostruire tale momento, ha significato restituire una visione organica dell’arco temporale considerato, aprendo un cono d’attenzione sul progetto culturale della città. Ferrara, nei decenni in questione, ha rappresentato per certi versi un unicum che si è voluto rileggere da molteplici angolature, incrociando le ragioni dell’arte al suo profilo storico, sociale, di costume, quanto riconoscendo alcuni nodi essenziali che hanno fatto di essa un volano di energia e fucina formativa. Pagine che registrano tale esperienza in un ampio contesto di relazioni chiamando in causa situazioni e protagonisti: dalle ma nifestazioni agli artisti alla critica affrontati in uno sguardo lungo che si proietta oltre lo stesso perimetro cittadino.
Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento

Incontro con l’autore venerdì 17 novembre 2017 ore 17

L’albero del melograno

Presentazione del volume di ​Emilia Manzoli Borsetti

Faust Edizioni, Localbook, Ferrara, 2017
Ne parlerà con l’Autrice Gina Nalini Montanari.
Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Un borgo collinare di fronte all’Adriatico i cui pochi abitanti sono quasi un’unica famiglia, e una radura da cui si vedono: il mare lontano, un muretto, un capitello, un grande melograno. Lì quattro “amici per la pelle” – Milù, Mauro, Lisa e Franco – sono nati e cresciuti insieme, partecipi delle reciproche gioie e sconfitte con affettuosa solidarietà. Sono amici ai quali la vita riserverà destini diversi – anche sconvolgenti – in altre città, in continenti lontani, ma il desiderio di rivedersi e il senso dell’antica amicizia li riporteranno dove possono ritrovare le loro radici e dove i sogni immensi, talvolta, possono realizzarsi.
Emilia affonda la sua penna nel cuore che ama e con delicata vicinanza e levità lessicale, che si stempera talora in frasi liriche, coglie ogni vibrazione di quel “sentire” che genera e alimenta la vita «all’infinito»” (dalla prefazione di Gina Nalini Montanari).
Emilia Manzoli Borsetti è nata nel 1930 a Ferrara, dove ha lavorato come maestra elementare e dove tuttora risiede. Socia di circoli culturali cittadini, ha vinto premi speciali e ottenuto menzioni e segnalazioni, anche in ambito nazionale, per la poesia. Alcune sue liriche appaiono nel sito Internet dell’Associazione Naturalisti Ferraresi.
È alla sua quarta opera in prosa dopo Un sacco di ricordi (2009), Profumo di caffè (2013) e, per i tipi di questa casa editrice, Un mare di rossi papaveri (2014).
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi, della Società Dante Alighieri (Comitato di Ferrara) e dell’Associazione Naturalisti Ferraresi.

Conferenze e Convegni sabato 18 novembre ore 10,30

Leopoldo Cicognara, un intellettuale ferrarese tra l’Età napoleonica e la Restaurazione

Convegno e mostra

Leopoldo Cicognara, un intellettuale ferrarese tra l’Età napoleonica e la Restaurazione
Convegno e mostra
Con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e del Comune di Ferrara.
Il convegno e la mostra intendono mettere in luce il coté ferrarese del conte Leopoldo Cicognara teorico del Neoclassico e presidente della Accademia di Venezia.
Le iniziative vedranno coinvolti la Biblioteca Ariostea di Ferrara (direttore Enrico Spinelli), i Musei d’arte antica di Ferrara (direttore Angelo Andreotti), il Comitato per l’Edizione Nazionale delle opere di Antonio Canova (presidente Gianni Venturi) e la rivista internazionale “Studi neoclassici” (direttore Giuliana Ericani)

- Convegno –
Sala Agnelli ore 10.30
Saluti istituzionali del Consigliere del Mibact Daniele Ravenna, del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e dell’Assessore alla Cultura Massimo Maisto.

Seguiranno, a ribadire il coinvolgimento delle celebrazioni su Cicognara a Venezia:
- la Direttrice delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Paola Marini
- il Curatore della mostra Canova, Hayez, Cicognara in svolgimento presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, Fernando Mazzocca
- la Presidente dell’Accademia di Venezia, Luana Zanella
- il Direttore generale dell’Accademia di Venezia, Giuseppe La Bruna
- il Direttore scientifico del Simposio veneziano su Leopoldo Cicognara filosofo dell’arte, Alessandro di Chiara
- l’Accademico dei Lincei Andrea Emiliani

Il Convegno ospiterà le relazioni di:
- Maria Teresa Gulinelli Sulle tracce di Carolina Cicognara Giglioli
- Ranieri Varese, Cicognara e Canova: la morte e la memoria
- Gianni Venturi, Il ‘Del Bello’ e la teoria neoclassica dell’arte
- Elisabetta Rizzioli, L’officina di Leopoldo Cicognara

- Mostra –
Sala Ariosto ore 12,30
La mostra di pitture e oggetti direttamente appartenuti all’illustre teorico, amico di Canova e dei suoi amici sarà esposta al primo piano della Biblioteca Ariostea.
Curatori: Mirna Bonazza (conservatore della Biblioteca Ariostea), Maria Teresa Gulinelli (curatore collezione archeologiche e numismatiche dei Musei d’arte antica di Ferrara), Ranieri Varese (professore storia dell’arte Università di Ferrara), Gianni Venturi (professore di Letteratura italiana Università di Firenze).

 

L’Associazione Culturale Gruppo del Tasso, che organizza il festival da quattro anni, dislocherà il parterre di autori tra le più importanti librerie cittadine, la Biblioteca Ariostea e una location ancora segreta per il grande ospite di Sabato 11.

Programma

Eventi in Biblioteca Ariostea
Venerdì 10 novembre ore 11 (Sala Agnelli) Apertura ufficiale del festival
Donne in Nero e Giallo: gli antipodi di un genere
Con Sara Bilotti e Gabriella Genisi. Modera Alberto Amorelli
Venerdì 10 novembre ore 14,30 (Teatro Anatomico)
Workshop di scrittura creativa con Francesca Bertuzzi
Durante il corso si parlerà della favola nera e della sua evoluzione fino al thriller/noir contemporaneo. Di come raccontare un personaggio e la sua evoluzione all’interno di una storia. E si analizzerà la struttura base della narrazione occidentale. Una volta stabiliti dei punti cardine, si passerà dalla teoria alla pratica. Sarà quindi dedicata una parte del tempo alla scrittura di un racconto breve a tema, da cui poi partirà una lettura e a seguito l’analisi tecnica dei testi.
Sabato 11 novembre ore 10 (Sala Agnelli)
Premiazione Concorso Giallo Ferrara
Premierà lo scrittore Romano De Marco, presidente della giuria
Sabato 11 novembre ore 10 (Teatro Anatomico/Sala Ragazzi)
Giallo Kids con Elisa Galeati e Sara Suzzi
UNO SCHERZO ARGUTO: caccia al tesoro su un racconto di Agatha Christie
Ai piccoli amanti del giallo e grandi cultori del mistero è dedicato un divertente gioco a squadre in cui, seguendo le orme dell’astuta e memorabile Miss Marple, andremo a svelare enigmi, interpretare indizi fino alla soluzione finale… in cui niente è mai come appare. Un esercizio di curiosità e osservazione, con un pizzico di humour, vi aspetta!
Sabato 11 novembre ore 11 (Sala Agnelli)
Le Lady del thriller: il lato duro del giallo
Con Elisabetta Cametti e Eleonora Carta. Modera Cristina Marra
A cura dell’Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara
Incontro con l’autore martedì 7 novembre 2017 ore 17

Un margine che sfugge – Carla Lonzi e l’arte in Italia, 1955-1970

Presentazione del volume di Laura Iamurri

Edizioni Quodlibet 2016
Ne parlano Antonia Trasforini (Unife) e Sandra Rossetti (Unife).
Sarà presente l’autrice Laura Iamurri (Uniroma3).
Carla Lonzi, storica dell’arte e femminista, è stata una delle figure centrali della cultura italiana del dopoguerra. Il libro presenta per la prima volta una ricostruzione integrale della sua attività nella storia e nella critica d’arte, dalla formazione con Roberto Longhi alla pubblicazione del fondamentale volume Autoritratto e ai successivi rari interventi, fino alla fondazione di Rivolta Femminile nel 1970. Basato su documenti inediti e su un vasto corpus di testi a stampa, il libro mostra l’itinerario che ha portato Lonzi a scrivere sui principali snodi dell’arte contemporanea, e ad accompagnare la rivoluzione dei linguaggi artistici degli anni Sessanta con una reinvenzione totale della critica d’arte attraverso un uso non convenzionale del registratore; le sue conversazioni con gli artisti (tra gli altri Accardi, Fabro, Paolini, Fontana, Castellani, Consagra, Kounellis, Pascali, Rotella, Scarpitta, Turcato) hanno inaugurato un modo inedito di fare critica, e insieme hanno contribuito all’elaborazione iniziale del femminismo.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

Incontro con l’autore mercoledì 8 novembre 2017 ore 17

La nostra Africa

Presentazione del libro di Ndjock Ngana

Ne parlano Emanuela Chiang (VIS), Pino Zarbo (casa editrice Fra le righe), Luca Cristaldi (responsabile Campaigning VIS)
La nostra Africa è un libro di poesie, ed è il primo prodotto che nasce tramite il VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo- nell’ambito del progetto “Print your future! sviluppo del settore grafico e tipografico in Etiopia”, realizzato ad Addis Abeba per migliorare le competenze tecnico-professionali dei lavoratori etiopi nel settore delle arti grafiche. Ndjock Ngana, cittadino italiano originario del Camerun, è un mediatore interculturale, poeta della dignità e del dialogo.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegni giovedì 9 novembre 2017 ore 17

La Riforma del XVI secolo: il suo significato e la sua attualità

Tavola rotonda

La Riforma del XVI secolo: il suo significato e la sua attualità
Tavola rotonda
Pietro Bolognesi (Istituto di Formazione e Documentazione di Padova) e Guido Dall’Olio (Università di Urbino) si confronteranno sull’impatto che la Riforma ha avuto nel panorama culturale europeo e italiano e sui relativi sviluppi nella società attuale.
Ci sono tanti modi per avvicinarsi alla Riforma protestante del XVI secolo e gran parte di essi hanno la loro legittimità. Si possono individuare i fattori che contribuirono alla Riforma e, a partire da lì, mettere a fuoco la questione. I motivi che determinarono certi eventi sono sempre importanti e meritano grande attenzione. Essi s’intrecciano spesso con questioni ancora più profonde che costituiscono le vere ragioni degli eventi. Un altro modo consisterebbe nello studiare gli aspetti teologici, sociali, culturali della Riforma e cercarne un eventuale nocciolo. Attraverso questo incontro vorremmo tentare d’esplorare non solo il perché della Riforma ma il cosa sia la Riforma. I fattori che sollecitarono la Riforma furono numerosi e significativi, ma si potrebbe individuare un elemento di fondo, un elemento determinante? Cosa fu la Riforma del XVI secolo nella sua più intima natura? Si tratta allora di riflettere su cosa si debb a intendere per Riforma.
Iniziativa a cura dell’Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Conferenze e Convegni venerdì 10 novembre 2017 ore 17

A scuola di libertà

Dialogo tra Marco Bertozzi e Nicola Alessandrini

Coordina Daniela Cappagli
Perché gli uomini, fatti per essere liberi, rinunciano con tanta naturalezza alla loro libertà? Perché la quasi totalità delle persone, contro ogni evidenza numerica, si sottomette a un solo uomo? Nel problema che il giovanissimo Étienne de La Boétie (1530–1563) ci consegna in forma di interrogativo si annida la complessità del rapporto tra libertà e dominio, un rapporto tanto più insondabile se si pensa che per ripristinare la libertà originaria non sarebbe necessaria una rivoluzione, basterebbe che il popolo non servisse più il sovrano, “è sufficiente che non faccia nulla”. Il discorso sulla libertà non può prescindere dal suo opposto, il Discorso sulla servitù volontaria, l’oscuro desiderio di sottomissione che sembra caratterizzare il nocciolo dell’esistenza umana. Da questa radice di contraddittorietà, più adatta a turbare che a off rire certezze, emerge tutto il peso di uno dei termini più inflazionati del nostro tempo, su cui ancora riecheggiano le parole del Grande Inquisitore di Dostoevskij: “nulla mai è stato per l’uomo e per la società umana più intollerabile della libertà!”
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara